Ogni sito professionale deve rendere pubbliche l'identità del suo editore, quella del direttore della pubblicazione e quella del suo hosting provider. La regola è contenuta nell'articolo 1-1 della loi n° 2004-575 du 21 juin 2004 pour la confiance dans l'économie numérique, nella versione in vigore dal 23 maggio 2024. Nella pratica, di solito si traduce in una pagina «Mentions légales» raggiungibile dal piè di pagina.

Cosa richiede l'articolo 1-1

Per un editore persona fisica: cognome, nome, domicilio e numero di telefono. Per un editore persona giuridica: la denominazione o ragione sociale, la sede legale e il numero di telefono. In entrambi i casi, il sito indica il nome del direttore o del codirettore della pubblicazione.

A questi si aggiungono i dati dell'hosting provider: nome o denominazione, indirizzo e numero di telefono. È l'elemento che si dimentica più spesso, perché cambia quando si cambia hosting.

Cosa aggiunge la scheda ufficiale per un'impresa

La scheda «Mentions obligatoires sur le site internet d'une entreprise» di service-public.gouv.fr precisa cosa deve contenere questa pagina per un'impresa: la forma giuridica e il capitale sociale, l'indirizzo e-mail, il numero RCS o RNE a seconda dell'attività, il numero di partita IVA quando esiste e, per un imprenditore individuale, la dicitura «entrepreneur individuel» o «EI» accanto al suo nome. Un'attività regolamentata richiede inoltre il nome e l'indirizzo dell'autorità che ha rilasciato l'autorizzazione.

Il caso dell'editore non professionista

Il comma II dell'articolo 1-1 prevede un'eccezione per l'editore non professionista: per tutelare il proprio anonimato, può limitarsi a indicare il nome e l'indirizzo del suo hosting provider, a condizione di avergli comunicato i propri dati identificativi. L'hosting provider è allora tenuto al segreto professionale, che non è opponibile all'autorità giudiziaria. Un sito che vende o promuove un'attività non rientra in questo caso.

Quanto costa dimenticarle

L'articolo 1-2 punisce il mancato rispetto di questi obblighi con un anno di reclusione e 75.000 € di multa, per una persona fisica o per il dirigente, di diritto o di fatto, di una persona giuridica. La persona giuridica può essere a sua volta dichiarata penalmente responsabile: service-public.gouv.fr indica una multa di 375.000 € per una società e di 75.000 € per un'impresa individuale. Sono massimali, non tariffe.

Quattro verifiche da fare sul tuo sito

La pagina esiste e un link ci porta da ogni pagina? Il piè di pagina è il posto dove un visitatore la cerca.

I dati dell'hosting provider sono aggiornati? Un cambio di hosting o di fornitore rende la pagina errata senza che nessuno se ne accorga.

Il nome del direttore della pubblicazione è presente? Spesso è il titolare o il dirigente, ma va scritto.

Capitale, numero RCS o RNE e partita IVA corrispondono alla tua ultima visura? Una società che cambia forma o sede deve correggere la pagina lo stesso giorno.

La responsabilità della conformità resta in capo al professionista: questo articolo informa, non sostituisce il parere di un avvocato su una situazione specifica.

Fonte: articoli 1-1 e 1-2 della loi n° 2004-575 du 21 juin 2004 pour la confiance dans l'économie numérique, consultati su Légifrance il 27 ottobre 2026; scheda «Mentions obligatoires sur le site internet d'une entreprise», entreprendre.service-public.gouv.fr, consultata il 27 ottobre 2026.