Dal 19 giugno 2026, un professionista che vende ai consumatori tramite un'interfaccia online deve mettere a loro disposizione una funzione che permetta di esercitare il diritto di recesso, gratuitamente, dal sito o dall'app. Il principio è sancito dall'articolo L. 221-21 del code de la consommation (codice del consumo francese), le modalità dall'articolo D. 221-5.
Il diritto di recesso in sé non cambia: quattordici giorni, a decorrere dalla ricezione del bene o, per un servizio, dalla conclusione del contratto. Cambia il percorso. Il cliente non deve più cercare un modulo né scrivere al servizio clienti: deve poter recedere online, nello stesso posto in cui ha acquistato.
Chi è coinvolto
I contratti conclusi a distanza tra un professionista e un consumatore, tramite un'interfaccia online, che si tratti di vendere un bene o di fornire un servizio. Rientrano nell'ambito di applicazione un negozio online, un sito di prenotazione di servizi, un abbonamento sottoscritto in un'app.
Il codice esclude da questo regime alcuni contratti, tra cui i servizi finanziari, che hanno regole proprie, i pacchetti turistici o il trasporto di passeggeri. Le eccezioni al diritto di recesso restano valide: un bene realizzato su specifiche del cliente, per esempio, continua a non dare diritto al recesso. Senza diritto di recesso, nessuna funzione da mostrare.
I contratti conclusi prima del 19 giugno 2026 restano soggetti alle regole precedenti.
Che cosa richiede esattamente il testo
Un'etichetta chiara. La funzione è identificata, in modo leggibile, dalle parole «renoncer au contrat ici» (rinunciare al contratto qui) o da una formula analoga priva di ambiguità.
Un accesso visibile e permanente. È mostrata in modo visibile, direttamente e facilmente accessibile, e disponibile per tutta la durata del periodo di recesso.
Una dichiarazione semplice. Permette di inviare online una dichiarazione di recesso, che agevola l'inserimento del nome, delle informazioni che identificano il contratto e del mezzo elettronico con cui il cliente riceverà la conferma di ricezione.
Una conferma. L'invio si convalida con un pulsante identificato dalle parole «confirmer la rétractation» (conferma il recesso) o da una formula analoga.
Una conferma di ricezione. Il professionista la invia entro un termine ragionevole, su carta o su un altro supporto durevole, per esempio un'e-mail.
A tutto questo si aggiunge un obbligo di informazione: prima della conclusione del contratto, il consumatore deve essere informato, se del caso, dell'esistenza e della posizione di questa funzione (articolo L. 221-5).
Una funzione nascosta in fondo all'area clienti, dietro una password dimenticata, si concilia male con un accesso «diretto e facile». È il primo punto da controllare.
Quanto costa non rispettarlo
Le violazioni degli articoli che disciplinano l'esercizio del diritto di recesso, tra cui l'articolo L. 221-21, sono punibili con una sanzione amministrativa pecuniaria fino a 15.000 € per una persona fisica e a 75.000 € per una persona giuridica (articolo L. 242-13). La mancata informazione precontrattuale comporta una sanzione dello stesso importo (articolo L. 242-10).
Un promemoria utile: quando l'informazione sul diritto di recesso non è stata fornita al consumatore, il periodo di recesso è prorogato di dodici mesi a partire dalla scadenza del termine iniziale (articolo L. 221-20).
Quattro verifiche da fare sul tuo sito
Cerca la funzione come farebbe un cliente. Partendo dall'e-mail di conferma dell'ordine, poi dalla home page: quanti clic servono per trovarla? Se esiti tu, esiterà anche un cliente.
Prova senza account. Molti negozi accettano l'ordine come ospite ma riservano i resi all'area clienti. È proprio questo il percorso da verificare.
Invia una dichiarazione di prova. Guarda che cosa arriva nella casella di posta e dopo quanto tempo. Una conferma che non parte mai, per mancata configurazione dello strumento di invio, è un difetto puramente tecnico e molto comune.
Rileggi le tue pagine informative. Le condizioni generali di vendita e le informazioni mostrate prima dell'ordine devono ora indicare dove si trova la funzione.
Il giusto riflesso
Il testo non chiede di rendere il recesso attraente, chiede di non renderlo più difficile. Trattato come un percorso a tutti gli effetti, monitorato nel tuo strumento di gestione degli ordini, diventa un dato: quante rinunce, su quali prodotti, in che momento. È spesso la lettura più istruttiva di un catalogo.
Fonti: articoli L. 221-5, L. 221-18, L. 221-20, L. 221-21, L. 242-10, L. 242-13 e D. 221-5 del code de la consommation, nella versione risultante dall'ordonnance n° 2026-2 e dal décret n° 2026-3 del 5 gennaio 2026, consultati su Légifrance il 15 settembre 2026.


