Nel B2B la vendita si chiude settimane dopo il clic. Se nessuno rimanda questa informazione a Google, la piattaforma ottimizza sui moduli, non sui clienti.
Il volume è basso, il valore medio è alto e il tempo tra il clic e la firma si misura in settimane. Un algoritmo alimentato solo da moduli inviati impara quindi a produrre moduli, anche quelli che non porteranno mai a nulla. Il costo per contatto scende, il costo per cliente acquisito sale, e le due curve non vengono mai guardate insieme.
Rimandare a Google le vendite reali
Ogni contatto pubblicitario porta con sé un identificativo. Se lo conserviamo fino al CRM e rimandiamo l'esito commerciale, insegniamo alla piattaforma a cercare clienti invece di moduli compilati.
Accettare il basso volume
Una campagna B2B non si giudica dal numero di clic. Poche ricerche molto precise, coperte nel modo giusto, valgono più di un targeting ampio che riempie solo i report.
Escludere candidati e concorrenza
Una parte rilevante del traffico B2B arriva da candidati, studenti e concorrenti. Questa pulizia si fa sui termini di ricerca effettivamente fatturati, in modo continuo.
Una pagina che parla a chi decide
Chi decide cerca di ridurre un rischio, non di scoprire una funzionalità. La pagina deve rispondere a ciò che blocca la decisione e offrire un modo semplice per parlare con qualcuno.
Cosa è incluso
Il nostro ciclo di vendita dura sei mesi. È fattibile?
Sì, a patto di far risalire tappe intermedie affidabili e non solo la firma del contratto. Un appuntamento qualificato è un segnale utilizzabile, un modulo compilato no.
Dobbiamo collegare il nostro CRM?
È il punto che cambia di più i risultati nel B2B. Senza il ritorno dell'esito commerciale, la piattaforma ottimizza sull'unico segnale che vede, e quel segnale è ingannevole.
Google Ads ha senso se nessuno ci cerca per nome?
È proprio il caso d'uso ideale. La ricerca intercetta persone che cercano una soluzione a un problema. Se non cercano nemmeno il problema, bisogna aprire un altro canale, e te lo diremo.